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Paragrafo 6 . Il Barocco, arte della Controriforma?
     
Riusc  la  Controriforma a colpire, dopo il dissenso religioso  e  la
scienza, anche l'arte, fino a modificarne gli sviluppi?
     Il  fatto che la censura ecclesiastica si preoccupasse, a partire
dalla  met del Cinquecento, di coprire i nudi del Giudizio universale
di  Michelangelo e di molti altri capolavori sembrerebbe attestare  la
presenza  di  un rigoroso controllo. Dopo il concilio  di  Trento  gli
artisti  che  lavoravano nei paesi influenzati dalla Chiesa  cattolica
furono indubbiamente ostacolati, nella loro espressivit artistica, da
una serie di regole e limitazioni. Ma l'evoluzione dell'arte, anche se
frenata  e  condizionata, non poteva certo essere  arrestata  nel  suo
procedere,  spesso  autonomo,  talvolta  convergente,  rispetto   alle
direttive dello stato, della religione, della societ e dell'economia.
     Cos,  tra i secoli diciassettesimo e diciottesimo - e quindi  in
un  periodo sfalsato rispetto all'inizio della Controriforma -, nacque
e   si  diffuse  in  Europa,  soprattutto  nei  paesi  cattolici,   in
contrapposizione  al  "freddo" classicismo rinascimentale,  uno  stile
bizzarro e poliedrico, chiamato Barocco - dal termine baroco,  con  il
quale   la  filosofia  scolastica  indicava  una  forma  involuta   di
ragionamento  -,  basato sull'esuberanza delle forme,  l'artificiosit
della rappresentazione ed il fasto della decorazione, atto a suscitare
emozione, meraviglia e stupore.
     
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     Esso   servito a connotare un'intera epoca, quella compresa  fra
il Seicento e la met del Settecento, e a definirne la sua particolare
cultura. L'arte barocca, spesso considerata in modo frettoloso simbolo
del  sovrabbondante e del superfluo,  stata successivamente associata
automaticamente  alla  Controriforma ed alla decadenza  della  civilt
italiana,  e ha finito per assumere un significato del tutto negativo,
dal  sapore  quasi  proverbiale,  che soltanto  recentemente    stato
respinto ed aggiornato.
     In  realt fra il Barocco e lo spirito controriformistico  vi  fu
soltanto  una  casuale convergenza ideologica, dovuta a una  sorta  di
scopo  comune,  che era quello di colpire profondamente  i  sentimenti
popolari  con  la  grandiosit e la teatralit. La  Chiesa,  ma  anche
alcune  potenti  monarchie europee, come quella spagnola  e  francese,
trovando  in questo stile una penetrante forza espressiva,  adatta  ad
intimorire  e  a  stupire i fedeli e i sudditi, se  ne  appropriarono,
rendendolo fecondo fino alla met del Settecento.
     Roma  divenne,  sotto la spinta dei papi e grazie  al  lavoro  di
artisti  come Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini  e  Pietro  da
Cortona,  la capitale barocca per eccellenza e piazza San Pietro,  con
l'avvolgente  colonnato del Bernini, il simbolo stesso  di  una  nuova
concezione   spirituale   ed   architettonica   d'impronta   altamente
scenografica.
     Le  nuove  chiese,  in  Europa  e dovunque  le  missioni  gesuite
portassero la fede cattolica, vennero innalzate e riccamente  decorate
secondo  i  dettami  della  nuova arte,  mentre  quelle  costruite  in
precedenza   venivano  modificate  ed  aggiornate   internamente   con
inusitato fasto.
     Ma  il  Barocco,  pur  se  divenne  l'espressione  culturale  per
eccellenza   del  secolo  diciassettesimo,  non  esauriva   tutte   le
potenzialit  di  un'epoca caratterizzata  da  un  grande  fiorire  di
artisti  e  di  stili, spesso autonomi e divergenti  fra  loro.  Cos,
accanto  a  pittori,  scultori  ed architetti  impegnati  a  suscitare
meraviglia  e  forti  emozioni, come gli appena  ricordati  Bernini  e
Borromini,  ed  il  fiammingo Rubens, si collocarono  artisti  attenti
invece  a cogliere con crudo realismo, pur nell'ambito di nuovi canoni
stilistici, il mondo che li circondava, come Caravaggio e Rembrandt.
